Domande Frequenti
Family Bank
Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) è l’indicatore del costo complessivo del finanziamento. A differenza del TAN tiene conto anche di alcuni costi, espressamente previsti dalla legge, richiesti dal creditore al debitore per l’erogazione del prestito (quali, ad esempio, le spese di istruttoria).
È la procedura che consente alla società finanziaria di gestire l’incasso periodico delle rate attraverso l’addebito automatico sul conto corrente del cliente che ne abbia rilasciato l’autorizzazione.
L’IBAN (International Bank Account Number) è un codice che identifica univocamente un conto corrente. È composto da 27 caratteri alfanumerici che indicano in modo standard: il codice del paese in cui è tenuto il conto, alcuni caratteri di controllo, la banca, lo sportello e il numero di conto corrente. A partire dal 1 gennaio 2008 ha sostituito le coordinate bancarie tradizionali (ABI, CAB e numero di conto corrente).
Nel caso in cui il cliente che ha contratto il debito non sia nelle condizioni di garantirne la restituzione, la banca o la società finanziaria richiedono un “coobbligato”, cioè una persona cui rivolgersi per ottenere il rimborso del debito residuo e degli interessi maturati, qualora il cliente non fosse in grado di far fronte alla restituzione.
Si può decidere in ogni momento di rimborsare anticipatamente il finanziamento. In questo caso si dovrà versare il capitale residuo più gli interessi e gli oneri maturati fino al momento dell’estinzione anticipata. Spesso capita che – se è specificato nel contratto – si debba versare un compenso che viene calcolato sul capitale residuo. Tale compenso è stabilito per legge e attualmente è pari all’1%.
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È’ una forma di finanziamento riservata a lavoratori dipendenti, regolata dal DPR 5/1/1950 n. 180, che prevede, a fronte del prestito erogato dal cessionario (Prestitempo), il rimborso effettuato direttamente dall’amministrazione terza ceduta mediante trattenute dirette, non superiori a 1/5 della retribuzione mensile netta, sulla busta paga del cedente.
È’ il cliente “lavoratore dipendente” che cede all’ente erogatore (Prestitempo) parte della retribuzione a fronte della erogazione del finanziamento richiesto.
È l’ente erogatore (Prestitempo), cioè l’istituto ammesso a concedere il finanziamento verso cessione di quote dello stipendio o salario. Le diverse tipologie sono identificate nell’art. 15 DPR 5/1/1950 n. 180.
È l’importo massimo mensile della trattenuta operabile sullo stipendio del lavoratore. Non può superare 1/5 della retribuzione netta mensile.
È l’importo complessivamente rimborsato da parte del cliente ed è costituito dalla sommatoria del capitale erogato, degli interessi maturati e di tutti i costi legati al finanziamento.
Leasing
Si tratta di un contratto di finanziamento che, a fronte del pagamento di un corrispettivo suddiviso in canoni periodici, consente di avere la disponibilità di un bene e di poterne ottenere la proprietà, al termine del contratto, avendo esercitato l’opzione di acquisto finale del bene stesso.
Il metodo più diffuso di pagamento dei canoni è costituito dal Rid (Rapporti Interbancari Diretti). La società di leasing comunica alla banca del cliente l’importo del canone di leasing in scadenza e la banca provvede al periodico addebito.
Il cliente non è quindi chiamato a compiere alcuna azione, se non quella di controllare la correttezza dell’operazione.
E’ il processo di adeguamento del canone di leasing all’andamento di un parametro finanziario di riferimento, scelto dalle parti e inserito in una specifica clausola contrattuale.
Qualunque tipo di bene. La fungibilità del bene (che misura la possibilità potenziale di ricollocare il bene sul mercato ad un prezzo variabile nel tempo ma tale da garantire il recupero del credito in caso di contenzioso) influenza il rischio associato all’operazione e il conseguente costo.
La natura del bene influenza la durata del contratto di leasing in funzione delle norme fiscali per la deducibilità dei canoni leasing sui diversi beni.
Gli attori di un’operazione di leasing sono:
- il cliente: è colui che sceglie e utilizza il bene e può acquistarlo al termine del contratto;
- la società di leasing: che acquista materialmente il bene scelto dal cliente, conservandone la proprietà sino al momento della eventuale vendita al cliente stesso;
- il fornitore: è il soggetto, scelto dal cliente, che vende il bene alla società di leasing.
Possono esistere diverse forme di convenzione:
società di leasing e fornitore: frequentemente il fornitore del bene conclude con la società di leasing una convenzione in base alla quale egli propone al cliente di acquisire la disponibilità del bene con l’utilizzo del leasing proposto, generalmente a costi più contenuti;
cliente e società di leasing: viene concessa una sorta di linea di credito, chiamata “plafond”, dalla società di leasing al cliente, il quale può utilizzarla per il finanziamento in leasing di più beni;
società di leasing e altre organizzazioni: ad esempio, le convenzioni intercorrenti con l’ente pubblico che eroga i contributi nel Leasing Agevolato.
- Il costo del bene finanziato;
- La modalità di pagamento del fornitore da parte della società di leasing;
- La durata del contratto che varia in relazione alla tipologia del bene finanziato. Il cliente che svolge attività di impresa e vuole usufruire della possibilità di deduzione dei canoni di leasing deve porre particolare attenzione. Fatta eccezione per i leasing su immobili (durata minima consentita 96 mesi), per tutti gli altri beni è necessario che il contratto abbia durata uguale o maggiore alla metà del periodo di ammortamento del bene in relazione alla natura dello stesso e alla specifica attività del cliente stesso;
- La periodicità dei canoni. È mensile nella gran parte dei casi, ma è comunque possibile prevedere una periodicità diversa (bimestrale, trimestrale, quadrimestrale, semestrale) a seconda della tipologia di bene soggetto del finanziamento;
- Il numero e l’importo dei canoni a carico del cliente; il canone leasing può essere comprensivo o meno di servizi accessori, quali assicurazione (in varie forme) o altri servizi (ad esempio di assistenza e manutenzione);
- La variabilità dei canoni: possono essere o meno indicizzati, ovvero variabili in funzione dell’andamento del costo del danaro o fissi per tutta la durata del contratto di leasing;
- L’assoggettazione a IVA in quanto corrispettivo da servizio;
- Il versamento dell’anticipo versato al momento della stipula insieme alle spese di contratto;
- Il valore di riscatto del bene;
- Le spese assicurative e di istruttoria.
La fase di “istruttoria” serve a valutare l’affidabilità del cliente e la fungibilità del bene. Se l’istruttoria dà esito positivo, in breve tempo il contratto di leasing può essere sottoscritto e il bene può essere consegnato al cliente.
Le modalità di perfezionamento del contratto possono variare in relazione al tipo di bene e possono essere richiesti documenti aggiuntivi
L’iter del perfezionamento si sintetizza in:
- firma del contratto e versamento dell’anticipo da parte dell’utilizzatore;
- ordine al fornitore;
- consegna del bene.
Il processo si conclude con la consegna del bene e comprende, se previsti dal contratto di leasing, anche l’ installazione e il collaudo.
Il contratto di leasing decorre con la consegna del bene.
Il bene rimane di proprietà della società di leasing per tutta la durata del contratto. Può diventare di proprietà del cliente solo se quest’ultimo al termine del contratto, decide di riscattare il bene.







